"Penso quindi che lo sforzo richiesto dal nostro programma culturale dovrebbe essere quello stesso che ci fa pregare, lavorare ed amare. Come sanno fare i fucini: con forza e con gioia."

Scritti fucini, Giovanni Battista Montini

giovedì 29 maggio 2014

COMUNICATO STAMPA - 29/05/2014


Carissimi,
nella data di ieri, mercoledì 28 maggio, si è riunita l'Assemblea di Gruppo nella nostra sede in via Antinori 4; alla presenza del presidente diocesano di Azione Cattolica, Alessandro Fratini, abbiamo eletto all'unanimità Michele Laudenzi come nuovo Presidente maschile per il biennio 2014-2016. Nell'augurare a lui un buon lavoro per questi due anni, voglio ringraziare tutti quanti per la fiducia che mi è stata concessa durante il mio mandato, in particolar modo il nostro Arcivescovo, il Card. Gualtiero Bassetti.
Nella speranza che il nostro Gruppo cresca e porti sempre più buoni frutti nel difficile campo della formazione universitaria, vi auguro buono studio e buon lavoro a tutti.
Grazie!

IL PRESIDENTE USCENTE
Fabrizio Saracino

martedì 20 maggio 2014

"Clemens August von Galen: il Leone di Münster" - Settimo testimone

"Né le lodi né il timore degli uomini mi impediranno di trasmettere la Verità rivelata, di distinguere tra la giustizia e l’ingiustizia, tra le buone e le cattive azioni, né di dare consigli e ammonimenti ogni volta che sarà necessario."

Beato Card. August Von Galen
"Nec laudibus, nec timore"

(Dinklage, 16 marzo 1878 – Münster, 22 marzo 1946) 

Questo il motto episcopale scelto dall’imponente presule tedesco. E l’intrepidezza di quel nec timore si dimostrò subito.
Il New York Times definì il vescovo von Galen «l’oppositore più ostinato del programma nazionalsocialista anticristiano». Il suo coraggio e le sue dure prediche contro Hitler, pronunciate dal pulpito del duomo di Münster, fecero il giro del mondo. E papa Pacelli gli scrisse per manifestare il suo pieno appoggio e la sua gratitudine.

Il prof. Massimo Liucci ci aiuterà ad approfondire meglio la vita di questo coraggioso vescovo tedesco.
L'appuntamento è per mercolei 28 maggio, alle ore 21:30 (subito dopo l'Assemblea di Gruppo), presso la nostra sede (Casa delle Associazioni) in via Antinori 4.

APERTO A TUTTI!

info: presidente@perugia.fuci.net

lunedì 19 maggio 2014

Assemblea di Gruppo - 28/05/2014


Carissimi,
viene convocata l'Assemblea di Gruppo in data 28 maggio 2014, alle ore 21:00, con i seguenti ordini del giorno:
- approvazione dello Statuto e del Regolamento di Gruppo;
- approvazione del Bilancio 2013/2014;
- elezione del nuovo Presidente di Gruppo (2014-2016);
- elezione del nuovo Segretario di Gruppo (2014-2016).
Tutti i soci del Gruppo F.U.C.I. "Giuseppe Toniolo" che hanno aderito nell'anno 2013-2014 (incluso il Presidente diocesano del A.C.) hanno diritto di voto, presenti in proprio o per delega. Ricordo inoltre che gli aventi diritto al voto sono tenuti a comunicare la loro disponibilità a partecipare o meno.
L'Assemblea si svolgerà nella nostra sede, in Via Antinori 4.
Un sentito ringraziamento a tutti e a presto!

IL PRESIDENTE
Fabrizio Saracino


info: presidente@perugia.fuci.net

domenica 20 aprile 2014

Buona Pasqua 2014

TANTI AUGURI DAL GRUPPO FUCI
"GIUSEPPE TONIOLO"


Peter Paul Rubens - Resurrezione di Cristo (1616)
Galleria Palatina di Palazzo Pitti (Firenze)

Egli dormì perché stessimo svegli noi,
Lui che era morto perché fossimo vivi noi. 

Agostino d'Ippona
Sermo 221,4

lunedì 7 aprile 2014

"Pier Giorgio Frassati - Verso l'Alto"


Siete tutti invitati martedì 8 aprile, alle ore 17, presso la sala del Dottorato nel chiostro della cattedrale di San Lorenzo, a partecipare all'incontro che si terrà in memoria del beato Pier Giorgio Frassati.
Interverrà l'avvocato Marco Sermarini, fondatore della Compagnia dei “Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati”; l'incontro è promosso dal Gruppo FUCI “Giuseppe Toniolo”, dall'Azione Cattolica e dall'Arcidiocesi di Perugia - Città della Pieve.

Breve Biografia del Beato Pier Giorgio Frassati

Nasce nel 1901 a Torino da una famiglia ricca borghese. Quando, fanciullo, apprese i primi racconti del Vangelo, Pier Giorgio ne restò colpito, a volte in modo così profondo da diventare protagonista di gesti inattesi in un bimbo tanto piccolo. Dopo l'infanzia venne istruito con la sorella privatamente, e successivamente fu avviato alle scuole statali, ma Pier Giorgio in questi primi studi non mostrava molta attenzione, tanto che un anno fu bocciato. Vista la non brillante carriera scolastica, la famiglia lo affidò al salesiano don Cojazzi che oltre ad insegnargli la letteratura lo accosterà alla spiritualità cristiana. 

I Frassati erano una delle famiglie più in vista della città, di estrazione alto-borghese. Il padre Alfredo era proprietario del quotidiano «La Stampa», ma Pier Giorgio, che non voleva i soldi di suo padre, aveva dichiarato pubblicamente che la sua eredità l'avrebbe divisa tutta con i poveri. Per essi aveva intrapreso gli studi molto difficili di ingegneria per diventare ingegnere minerario e così potersi dedicare al servizio di Cristo fra i minatori, tra i più derelitti degli operai. Avrebbe potuto allietare la sua giovinezza con ricevimenti e feste da ballo, ma preferiva essere il "facchino" dei poveri, trascinando per le vie di Torino i carretti carichi di masserizie degli sfrattati... e come membro della Conferenza di S. Vincenzo visitare le famiglie più bisognose per portarvi conforto e aiuto materiale. Vi si recava generalmente al mattino, prima delle lezioni all'Università, oppure nelle uscite serali, carico di pacchi, vincendo con la carità l'umana ripugnanza che si accompagnava al tanfo nauseante di certi tuguri. 

Dinamico, volitivo, pieno di vita, Pier Giorgio amava i fiori e la poesia, le scalate in montagna. Spesso raggiungeva a piedi il Santuario della Madonna di Oropa, il grande tempio mariano del Piemonte. Arrivato al Santuario, dopo un'ora di marcia e completamente digiuno, era solito assistere alla Santa Messa, poi faceva la Comunione, quindi si raccoglieva in preghiera nel transetto di destra, davanti all'immagine della Vergine Bruna. Nel ritorno verso casa recitava il Rosario lungo la via, ad alta voce, cantando le Litanie. Pier Giorgio amava anche comporre dei rosari con i semi di una pianta di Pollone, che poi regalava agli amici. Era questo un modo per ricordare loro l'impegno della preghiera e la devozione verso la Vergine, che per lui era irrinunciabile.

Il 28 maggio 1922, nella chiesa torinese di San Domenico, ricevette l'abito di terziario domenicano: Pier Giorgio, da fervente discepolo di San Domenico, recitava ogni giorno il Rosario, che portava sempre nel taschino della giacca, non esitando a tirarlo fuori in qualsiasi momento per pregare, anche in tram o sul treno, persino per strada. 

 "Il mio testamento - diceva, mostrando la corona del Rosario - lo porto sempre in tasca". Il 30 giugno 1925 Pier Giorgio accusa degli strani malesseri, emicrania e inappetenza: non è una banale influenza, ma una poliomielite fulminante che lo stronca in soli quattro giorni, il 4 luglio, tra lo sconcerto e il dolore dei suoi familiari e dei tanti amici e conoscenti, a soli 24 anni. Sulla sua scrivania, accanto ai testi universitari, erano aperti l'Ufficio della Madonna e la vita di Santa Caterina da Siena. Nasceva alla vita del Cielo di sabato, giorno mariano, così come anche di sabato, il Sabato Santo di ventiquattro anni prima, era venuto al mondo. È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1990.

info: presidente@perugia.fuci.net

lunedì 17 marzo 2014

"Giovannino Guareschi: un uomo libero" - Sesto testimone

«Per comporre la biografia civile di Guareschi bisogna riconoscere i suoi tre paradossi: dopo due anni nei campi di concentramento nazisti, passò per un fascista; dopo aver vinto la battaglia nel ’48, appoggiando la Dc di De Gasperi, finì in galera per la querela del medesimo De Gasperi; dopo aver umanizzato i comunisti, fondò il settimanale più efficace nella lotta al comunismo e là scrisse il primo libro nero del comunismo.» 

Marcello Veneziani

Giovannino Guareschi
 (Fontanelle di Roccabianca, 1º maggio 1908 – Cervia, 22 luglio 1968)


Giovannino Guareschi è uno degli scrittori italiani più venduti al mondo, nonché lo scrittore italiano più tradotto in assoluto. Le sue opere racchiudono una profonda religiosità, che affonda le radici nella formazione ricevuta da sua madre, ma anche dalla tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale e dall’internamento in un lager nazista cui fu sottoposto insieme a tutti quegli ufficiali italiani che, come lui, avevano rifiutato di servire la Repubblica Sociale di Mussolini.

Con una periodicità pressoché stagionale, le televisioni pubbliche e private ripropongono da anni i film del ciclo di Don Camillo, liberamente (forse anche troppo) ispirati ai racconti di Giovannino Guareschi. Il favore presso il pubblico è sempre di grado elevato, e ciò ha consentito da una parte il perpetuarsi della popolarità delle "maschere" di Don Camillo e Peppone a più generazioni, ma non sempre ha reso pienamente merito al loro creatore: infatti la trasposizione cinematografica ha in gran parte tradito lo spirito originario dei racconti, tanto da suscitare a suo tempo le proteste dello stesso Guareschi nei confronti dei registi e degli sceneggiatori, stemperando spesso in un tiepido irenismo quello che era un confronto onesto, leale, ma anche duro e serrato tra le ragioni dell’umanità, del buon senso, e quelle dell’ideologia, che avvelenava (e avvelena) i cuori e le menti.

Senza Gesù Cristo non si va nessuna parte: questo è il Vangelo dei semplici, il Vangelo di don Camillo.

Guareschi è certamente un grande scrittore, e nonostante la peculiarità dell’ambientazione delle sue storie, ricche degli umori e dei sapori della sua terra, è scrittore di respiro europeo, apprezzato e compreso come pochissimi altri nostri autori.

C’è un ulteriore Guareschi, infine, da riscoprire: è lo scrittore che -forse più di ogni altro- ha rivolto la propria attenzione alla famiglia, tanto che si può parlare di Giovannino sia come di uno scrittore per la famiglia, ma anche di scrittore della famiglia: In tutta la sua opera c’è grande attenzione, rispetto, amore, per il rapporto tra genitori e figli, tra uomo e donna innamorati, persino tra nonni e nipoti. La casa, la terra, l’amore per la propria storia, il ricordo dei propri morti e la speranza per i propri figli sono la spina dorsale di una civiltà che Guareschi amava, cui apparteneva, che ci ha descritto con realismo e con tenerezza, e che suscita nei lettori il desiderio di preservarne il senso. Guareschi muove alla nostalgia, certamente, ma alla nostalgia di qualcosa che è bello, buono, giusto, pulito: non è sterile passatismo, è la volontà di mantenere il mondo e sè stessi quali Dio li ha fatti, segnati dal peccato originale ma destinati al bene.


L'incontro sarà guidato dal prof. Massimo Liucci che ci aiuterà a conoscere meglio la vita e le opere di questo brillante scrittore tutto italiano.
L'appuntamento è per mercolei 26 marzo, alle ore 21:15, presso la nostra sede (Casa delle Associazioni) in via Antinori 4.

APERTO A TUTTI!

info: presidente@perugia.fuci.net

venerdì 17 gennaio 2014

COMUNICATO STAMPA - 17/01/2014


Il Gruppo FUCI "Giuseppe Toniolo" di Perugia esprime tutta la sua gioa per la creazione a Cardinale di S.E. Mons. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, e ringrazia vivamente Sua Santità per questo dono fatto alla realtà ecclesiale umbra.

Vogliamo inoltre manifestare, con filiare rispetto, tutta la nostra vicinanza e tutto il nostro affetto all'Arcivescovo, che in questi anni non ha mai mancato di sostenerci e di incoraggiarci nelle nostre iniziative e nel nostro impegno al servizio della Chiesa.

IL PRESIDENTE
Fabrizio Saracino